I am Angela MariaLA CROCE E LA PASQUA: ascesa, sacrificio e rinascita
la-croce-e-la-pasqua

Sulle cime delle montagne, immerse nel silenzio e nella vastità del cielo, si ergono croci che dominano il paesaggio. Non sono solo punti di riferimento per gli escursionisti o tributi a chi ha perso la vita tra le rocce, ma anche simboli profondi di fede e speranza.

L’usanza di collocare croci sulle vette risale probabilmente al Medioevo, quando monaci e pellegrini scalavano le montagne per pregare. In particolare, gli eremiti cristiani cercavano luoghi elevati per avvicinarsi simbolicamente a Dio, seguendo l’esempio biblico di Mosè sul Monte Sinai e di Gesù sul Monte Tabor. Nei secoli successivi, la tradizione si diffuse sempre di più, specialmente nelle Alpi, grazie all’influenza della Chiesa e delle comunità locali. Papa Pio VII, nel 1820, incoraggiò questa pratica come atto di fede e protezione divina. Con la nascita dell’alpinismo, queste croci divennero simboli di protezione e commemorazione per gli scalatori, ma anche segni di elevazione spirituale.

È pur vero, che ognuno di noi può trovare la propria spiritualità anche in una vetta senza croce, semplicemente indugiando ad ammirare il paesaggio, un tronco di larice ritorto dalla neve o dal vento, appoggiandosi ad un sasso, accarezzando un pino mugo, osservando un fiore, riflettendo sulle sofferenze della Grande Guerra o semplicemente ascoltando il ritmo del proprio respiro.

Eppure, il significato delle croci sulle montagne si comprende pienamente nel legame con la Croce pasquale. Così come salire una montagna richiede forza, resistenza e sacrificio, il cammino di Cristo verso il Golgota è stato un’ascesa carica di dolore e sofferenza. Ma, dopo il sacrificio, è giunta la Resurrezione: il buio si è trasformato in luce, la morte in vita.

Davanti a una croce sulla vetta, sospesa tra terra e cielo, possiamo riscoprire il messaggio della Pasqua: non c’è sacrificio che non porti frutto, non c’è notte che non sia seguita dall’alba.

Ogni croce sulla montagna ci ricorda che, dopo ogni prova, c’è sempre una rinascita e che ogni fatica può condurre a una nuova speranza. 

Foto e articolo di Angela Maria Marchetti per la rubrica Pillole di BellezzaGiornale delle Giudicarie.

am

Subscribe to our Newsletter

Sed ut perspiciatis unde omnis das ist wirklich iste natus.