I am Angela MariaANGELA MARIA MARCHETTI: scrittrice del mondo
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Le nostre belle valli trentine hanno visto nel corso dei tempi persone che per necessità o scelta hanno lasciato la loro terra. La necessità ha dato vita a quel fenomeno epocale chiamato emigrazione, al quale anche le Giudicarie hanno dato un robusto tributo; pochi sono stati i ritorni. La scelta ha portato verso altri Paesi, per motivazioni variabili fra ricerca di nuove opportunità e desiderio di conoscere il mondo oltre i propri confini, per capire senza filtri i molteplici volti del nostro Pianeta.

Angela Maria Marchetti ha scelto di percorrere molte vie del mondo senza mai perdere la strada del ritorno alle origini, nel paese della sua storica famiglia, Bolbeno; qui ha deciso di risiedere, fra le vecchie mura della casa avita, da lei ristrutturata e arredata utilizzando al massimo pezzi e oggetti che ne testimoniano la storia; dopo che per qualche periodo la lascia per volare nel mondo, di cui si sente cittadina, il ritorno la ricarica di emozioni.

Il padre, Angelo Marchetti, è stato coordinatore di educazione fisica in Trentino, padre della pallamano roveretana e consigliere federale, e a lui è stato dedicato il palazzetto dello sport di Rovereto, città natale di Angela Maria.

Fin da giovane decide di voler spaziare da un continente all’altro e per dotarsi di strumenti che le consentano di muoversi al meglio e comprenderlo senza intermediari, decide di laurearsi in lingue e letterature straniere moderne presso la Cattolica di Milano, scegliendo inglese, tedesco e spagnolo.

Recentemente prende coscienza della sua creatività, anche se, a ben analizzare, tale talento è stato il motore di tutta la sua vita. Mentre fa trekking in una foreste di bambù alle Hawaii intuisce l’opportunità di utilizzare tale pianta esotica per un progetto imprenditorialmente e fonda “I am bambù” per la produzione di abbigliamento in tessuto di bambù made in Italy, con l’originale scelta di far coincidere nel logo le iniziali del suo nome di battesimo con il verbo essere in inglese per meglio “coccolare” il cliente. Nel periodo del Covi-19, il suo tessuto di bambù appena prodotto viene messo a disposizione della comunità locale e confeziona assieme ad un gruppo di donne della valle fasce scaldacollo usate al posto delle mascherine che all’inizio non erano disponibili.

Nasce da un’idea mentre fa rafting nei fiumi della California, un libro di successo sul grande gesuita della val di Non Eusebio Chini (Kino), recentemente tradotto in spagnolo per l’Università di Città del Messico.

La creatività caratterizza pure il suo percorso professionale come docente di lingua e letteratura inglese in istituti trentini, nei quali cerca di privilegiare il critical thinking, lasciando poi il posto di ruolo per dedicarsi alla scrittura, trasformata da hobby in lavoro.

Dopo un master in sceneggiatura la sua creatività vola nel mondo hollywoodiano. La scorsa estate, mentre si trova nello studio della sua casa a Bolbeno le scappa l’occhio su tre diari di guerra del nonno Luigi Marchetti. Li prende, e mentre sta leggendo le prime righe scatta in lei l’idea di un film su un particolare volto della Grande guerra. Contatta un amico Oltreoceano che coglie immediatamente la valenza dell’intuizione e dopo pochi giorni si trova in Sudafrica con sceneggiatori di calibro stellare per porre le prime basi del progetto marcato Giudicarie. Dall’inizio dello scorso mese di dicembre è in California per dedicarsi alla stesura dello script.

In un mondo in disordine e di incertezze che presentano scenari e orizzonti tutt’altro che rassicuranti e chiari, non dobbiamo trascurare ciò che di bello la natura e l’esistenza umana sempre ci offre. Bellezza che, come ci ricordano anche i grandi pensatori greci, come Platone, dobbiamo cogliere non solo in una rappresentazione estetica, ma anche etica e metafisica. Bellezza che possiamo certamente cogliere anche nelle meraviglie della terra e della comunità delle Giudicarie. Ad Angela Maria Marchetti abbiamo chiesto di leggere paesaggi umani oltre che ambientali per darci delle pillole di bellezza che fra universale e locale possano aiutarci, quanto meno, a riflettere e tenere in salute il bello che anche nelle difficoltà può arricchire il bene prezioso della vita.

Articolo di Paolo Magagnotti

Foto di Angela Maria Marchetti per la rubrica Pillole di BellezzaGiornale delle Giudicarie

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