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Telemark: quando la bellezza si inginocchia alla montagna.

Dal 18 al 21 dicembre, a Pinzolo, la neve della Val Rendena ha ospitato per il terzo anno consecutivo le gare di Coppa del Mondo di Telemark, confermando questo angolo di Trentino come uno dei cuori pulsanti di una disciplina tanto tecnica quanto poetica. L’evento, nato da un’idea di Alessandro Piva è in concomitanza con il raduno degli appassionati telemark e del gruppo Poeti dei Monti: il gruppo locale che tiene viva l’anima originaria del telemark, coloro che ogni tanto incontrate sulle piste di Campiglio e Pinzolo in tenuta vintage, a ricordarci da dove tutto è iniziato e sottolineare l’eredità culturale di questa tecnica.

Il telemark, infatti, ha origini antiche e affascinanti: la tecnica viene fatta risalire al norvegese Sondre Norheim, nato nel 1825 nella regione di Telemark, e considerato il padre dello sci moderno grazie alle sue innovazioni e alla tecnica di curva che permisero ai pionieri di affrontare pendii, salite e discese in neve profonda. Con i suoi sci dal tallone libero, Norheim trasformò uno strumento di sopravvivenza in una forma di espressione dinamica, dando al mondo quel gesto elegante che oggi chiamiamo telemark.

La disciplina è riconosciuta a livello competitivo internazionale e la Telemark World Cup – inserita nel calendario ufficiale della Federazione Internazionale Sci (FIS) – è il massimo circuito agonistico che vede confrontarsi i migliori specialisti di sci a tallone libero su più format, dallo sprint alla classic.  Con la conferma della pista Cioca 2 come teatro della sfida tra i migliori atleti al mondo, l’evento di Pinzolo si è annunciato di altissimo livello tecnico: un tracciato esigente, capace di alternare curve impegnative e pendenze significative. Gli atleti provengono da 11 nazioni: Andorra, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia – guidata dal 24enne altoatesino Raphael Mahlknecht – Norvegia, Svezia, Svizzera e Stati Uniti.

Ricco, come da tradizione, anche il programma di eventi collaterali curato dallo Sci Club Agonistica Campiglio Val Rendena, in collaborazione con Funivie Pinzolo Spa, Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio, Comune di Pinzolo e Pro Loco, che ha animato l’intero weekend coinvolgendo pubblico e territorio nel “mondo telemark”.  Un universo che affonda le sue radici nella regione norvegese da cui prende il nome, dove il telemark nacque come esigenza di mobilità sulla neve: non sport né competizione, ma un modo di vivere la montagna. Da questa origine discende il suo tratto distintivo, il tallone libero, divenuto nel tempo filosofia, gesto estetico e autentico manifesto di libertà.

Il mantra del telemark lo racconta perfettamente: “libera il tallone, libera la mente.” Quando il tallone non è costretto, anche il pensiero si alleggerisce. Il corpo smette di forzare il pendio e inizia ad ascoltarlo. La sciata diventa fluida, naturale, quasi istintiva. Guardare un telemarkista scendere è come assistere a una danza: ogni curva ha un ritmo, ogni passaggio un’armonia che dialoga con la montagna innevata.

La mia passione per il telemark è nata proprio così, osservando l’eleganza del movimento immerso nella natura. Non la ricerca della velocità estrema, ma il piacere del gesto. La montagna chiama a essere presenti, a godere dell’attimo, e il telemark risponde con una curva che tecnicamente ti fa inginocchiare, un ringraziamento silenzioso alla bellezza e alla maestosità dell’ambiente che ci ospita.

È questo che rende il telemark così affascinante: non è solo uno sport, ma un modo di stare sulla neve e nel mondo. Un equilibrio sottile tra tecnica e poesia, tra tradizione e libertà — una danza che continua, oggi come allora, a parlare a chi sa fermarsi a guardare — e a sentire.

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