I am Angela MariaOTHELLO e DESDEMONA vs IAGO (prima parte)
othello e desdemona vs iago a venezia in un quadro del palazzo fortuny

Othello e Desdemona vs Iago (prima parte), è un post ispirato da questo quadro che si trova a Palazzo Fortuny a Venezia. Sì, perché Venezia non è solo un luogo dove festeggiare Capodanno o Carnevale. Venezia è cultura fatta città. O forse, città fatta cultura? Comunque, tra preziose opere ed oggetti in cui il catalano Fortuny si cimentò e arredò il palazzo, ecco questo quadro.

L’immagine di Othello e Desdemona “interrogati” dal Doge – dopo il loro matrimonio segreto – ha fatto riemergere nella mia mente Shakespeare e la sua tragedia. Una tragedia che considero molto interessante, perché i suoi personaggi possono dare spunti di lettura della società umana oltre i confini di una collocazione temporale.

Qui, Othello e Desdemona sono davanti al Doge e al Consiglio. Othello ha un atteggiamento formale, rispettoso, si rivolge a loro con un linguaggio altolocato, molto formale, che non ti aspetti da un nativo africano. Desdemona si pone convinta della sua volontà, per nulla intimidita dal fatto di essere l’unica donna presente. Ci si aspetterebbe un profilo “trasparente”, una ragazzina paurosa. E invece no. Ma torniamo ad Othello.

Il nostro “eroe” impersona l’idea del “diverso”. È una figura complessa perché da una parte è un africano, “il moro di Venezia” appunto.  Dall’altra, ricopre un incarico pubblico fondamentale, perché i veneziani hanno bisogno di lui per sconfiggere i turchi. Come dire, il “diverso” pagato dal governo per proprio beneficio e convenienza.

Othello è anche un grande oratore, incanta tutti con i racconti delle sue gesta eroiche. Ammaglia Desdemona, che se ne innamora a tal punto da sposarlo segretamente. E così facendo agisce contro l’autorità paterna, simbolo del potere politico e culturale. Suo padre Brabanzio, ricordiamo, era un senatore di Venezia ma nulla può contro l’incanto e il potere delle parole.

Othello, è quindi il “diverso” ma anche l’eroe ma anche simbolo delle paure del mondo occidentale di allora. Già, non dimentichiamo la persecuzione delle streghe e la paura delle magie e del non conosciuto. Non a caso, la prova del tradimento di Desdemona è un fazzoletto “magico”, ricamato con fragole di colore rosso (rosso amore?) che riporta alle antiche magie egizie.

Interessante è pure il setting. Nel primo atto siamo a Venezia, percepita da Shakespeare (e dal mondo di allora) come luogo del carnevale e quindi della perdizione. Poi ci si trasferisce a Cipro, colonia veneziana e quindi simbolo dell’esasperazione di Venezia. Detta con la mentalità puritana del tempo, tutti luoghi esotici e quindi, nella fantasia dell’epoca, potenziali luoghi di perdizione.

Iago, l’antagonista, incarna proprio questo aspetto. Ma lo vedremo nel prossimo post: Othello e Desdemona vs Iago, seconda parte.

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