Flower Golf
FLOWER GOLF
Quando il golf semina fiori.
A Pinzolo, in una giornata di inizio primavera, sci e golf si sono incontrate in un gesto sportivo e sostenibile, tra palline di ghiaccio, semi autoctoni e orizzonti che uniscono montagna e fondovalle.
Il Doss del Sabion, in una di quelle giornate che sembrano fatte apposta per restare nella memoria, ha ospitato la prima edizione di Flower Golf: un evento originale e profondamente legato al territorio, nato da un’idea di Gianni Baldessari, direttore generale delle Funivie Pinzolo, realizzata insieme a Golf Rendena, al Parco Naturale Adamello Brenta e a tanti amici che hanno creduto nel progetto.
Sotto un sole caldo e splendente, con il cielo limpido a esaltare la silhouette delle montagne e del ghiacciaio ancora innevati, lo sguardo correva fino al fondovalle, dove si intravede il campo da golf. In quell’istante, sci e golf — due sport fino a oggi percepiti come lontani per stagionalità, ambienti e immaginario — sembravano improvvisamente vicini, quasi naturali l’uno all’altro. Uniti da una visione, da un paesaggio, da un gesto.
Come spiega Baldessari l’idea è semplice e potente: trasformare lo swing in una semina. Le palline, create in ghiaccio dall’artista Marco Nones con stampi appositamente realizzati, custodivano al loro interno sementi autoctone concordate con il Parco Adamello Brenta. Così l’acqua, elemento essenziale per la neve e per lo sci, si è unita al seme, principio di vita, in una perfetta sintesi tra sport, natura e futuro. Una volta tirate lungo il pendio, quelle palline effimere si scioglieranno, lasciando alla terra il compito di far nascere nuovi fiori.
Alla prima edizione hanno partecipato circa 150 persone tra sciatori, golfisti, professionisti, amatori e spettatori, in un’atmosfera festosa resa ancora più suggestiva da alcuni parapendii che, decollando poco più in là del campo da golf sulla neve, hanno accompagnato dall’alto il volo delle palline lungo il versante.
La performance artistica di Marco Nones ha dato al gesto sportivo un significato profondo: non solo colpire, ma generare; non solo giocare, ma seminare. Un invito, come dice l’artista, a “cambiare postura”, a rivolgere lo sguardo alla terra per costruire un equilibrio futuro. Una piccola, bellissima semina di bellezza.
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