I am Angela MariaHALEAKALA, THE MOONWALK (part two)
haleakala the moonwalk part two

Day#2

Haleakala, il tuo moonwalk è camminare sinuosamente tra i cones nel cuore del cratere dove la natura pennella i suoi elementi del colore dell’arcobaleno. Come può essere? È tutta lava, eppure così diversa. Diverse eruzioni, sovrapposizione di lava o più semplicemente l’opera della divinità Pele.

Procedo ammaliata da tanta bellezza e pace. Noto che i miei movimenti sono più affaticati e meno ricettivi rispetto ai comandi del cervello. Devo bere, devo fare attenzione. I colori sfumano, entro nella zona grigio scura. Sabbia, rocce, tutto è scuro lunare meno il cielo di un azzurro puro pennellato dall’oro del sole. Qua e là ci sono ciuffi di vita vegetale, qualche fiore giallo e bianco, che miracolosamente hanno trovato il loro mini-habitat nell’apparente assenza di vita. Come padre Kino, mi rendo conto che ciò che sopravvive nel deserto è veramente vivo.

Giro l’angolo, anzi il cone ed eccomi camminare sull’arcobaleno. La terra di grani piccoli ma non sabbiosi forma un arcobaleno di strati colorati dal giallo all’arancio e rosso con ogni sfumatura degna del migliore dei pittori. La natura ha pennellato la sua tela con magnificenza ed io procedo cauta appoggiando i miei piedi su questo tappeto d’arcobaleno che mi accompagna per circa un miglio.

Mi allontano dal centro del cratere e le tinte tornano a scurirsi, la sabbia diventa fine come il talco. Ancora qualche miglio ed ecco la lava più “giovane”, quella tagliente. Ultimo miglio prima di arrivare dall’altra parte del cratere, dall’altra parte della circonferenza interna del vulcano. Lo zaino pesa, le nuvole stanno arrivando, un’altra notte “al fresco” dei tuoi oltre 3000 metri.

Momento di suspence. Arrivata alla cabin, il codice è giusto, il locker si apre ma sorpresa… non ci sono i 5 pezzi di legno che mi aspettavo. Le previsioni danno 5°C, non congelerò. Mi guardo attorno in cerca di legna che non c’è. Vedo un cespuglio secco e lo trasformo in ramoscelli di salvezza. Ho il fuoco. E mi soffermo di nuovo a pensare ciò che veramente necessita per vivere. Prima che sia buio raccolgo a mani nude i rami spinosi. Non è molto ma così è e così rimane.

Ecco le nuvole intensificarsi, ecco la nebbia definire l’orizzonte. Tutto sotto di me è come non esistesse. Sono qui, con il sole che sta tramontando e il cielo azzurro che presto mi presenterà le stelle dell’universo. Le nene mi salutano, sono incuriosite. Parlo con loro, ci guardiamo, abbiamo deciso che andremo d’accordo. Questa notte saranno le mie guardie del corpo.

Deserto di lava, sono pronta. Buona notte!

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